Unione Italiana del Lavoro

Benetton apre gli archivi: 50 anni di storia a Villorba

Campagne pubblicitarie e primi capi in una collezione custodita negli stabilimenti 

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VILLORBA - Benetton ha aperto per la prima volta gli archivi dei propri 50 anni di attività, custoditi nello stabilimento di Castrette di Villorba, sede fino ad alcuni anni fa di una importante componente della produzione. I materiali sono stati così offerti oggi all'attenzione di oltre 100 giornalisti provenienti dall'Italia e dall'estero. Con l'iniziativa, è stato spiegato, l'azienda vuole ribadire la volontà di insistere sui valori storici che da sempre hanno caratterizzato la propria essenza, vale a dire l'innovazione di colore, l'esperienza nella maglieria e l'impegno in ambito sociale.

Negli spazi, oltre ai capi che hanno caratterizzato le varie epoche storiche e le testimonianze delle campagne pubblicitarie spesso provocatorie e di rottura, sono stati collocati esemplari delle prime macchine per la tessitura utilizzate negli anni del debutto di Benetton (una presenza su un mercato allora molto locale) e, in un altro salone, le 16 autovetture di Formula Uno che hanno fatto parte della scuderia di Ponzano fra il 1983 ed il 1998.

In relazione alle nuove campagne di comunicazione è stato poi proposto, per la prossima collezione che parte oggi e che si chiama "A collection of us", un video incentrato sulle possibili discriminazioni nella vita quotidiana e negli ambienti di lavoro che ancora oggi ricadono sulle donne. Le cinque protagoniste, che collocano il periodo della loro giovinezza in ciascuno degli ultimi cinque decenni, hanno raccontato altrettante "storie", in cui esse riferiscono di sogni che nella loro vita hanno perseguito (modella, cuoco, eccetera) incontrando però ostacoli legati al loro genere. Il nuovo responsabile prodotto, John Mollanger, ha spiegato la differenza di impostazione fra i messaggi sociali degli anni '80, caratterizzati dalle operazioni di Oliviero Toscani, ad altri modelli che distingueranno la prossima campagna pubblicitaria in cui, anzichè "puntare il dito" contro potenziali responsabili del fenomeno da combattere, la società di Ponzano cercherà di fornire direttamente un contributo positivo, non scandalistico ma sul piano delle emozioni.




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Componenti per pannolini
Benetton si prende Poligof

21 Investimenti prende il controllo dell'azienda
che ha rilevato lo stabilimento della Nuova Pansac di Mira

PONZANO (TREVISO) - Alessandro Benetton acquista la quota di controllo della lodigiana Poligof, una multinazionale tascabile nel settore sanitario, specializzata in particolare nella produzione di componenti per pannolini, con stabilimenti a Lodi e a Mira: l’ex impianto della Nuova Pansac rilevato nel 2013 dal fallimento. L’operazione, che sarà formalizzata a fine estate, fa parte del programma “21 Investimenti III”, l’ultima iniziativa di Alessandro Benetton nel venture capital, che ha l’obiettivo di acquisire il pacchetto di maggioranza di aziende di media dimensione da accompagnare su binari di crescita internazionale supportandone lo sviluppo nei mercati emergenti.

Poligof, fondata dalla famiglia Gatti che resterà azionista, è uno dei principali operatori europei nella produzione e commercializzazione di prodotti per il settore igienico-sanitario. E’il numero uno in Italia e tra i primi in Europa del proprio mercato di riferimento, grazie alla leadership di tecnica e know-how.
Il management team, guidato dall’amministratore delegato Sergio Folli ha puntato sulla crescita fino a raggiungere un fatturato di circa 100 milioni di euro, più che raddoppiato negli ultimi tre anni, ed una quota di export superiore al 70%.

Il progetto di sviluppo con 21 Investimenti prevede sia il rafforzamento della posizione di mercato in Europa, grazie al rapporto privilegiato con alcuni dei principali operatori del settore igienico-sanitario (quali ad esempio Ontex, Procter & Gamble e Kimberly-Clark) sia l’ingresso diretto in nuovi mercati in fase di forte sviluppo (quali ad esempio India e Russia) tramite un’importante politica di investimenti e l’apertura di stabilimenti produttivi in loco, con l’obiettivo di creare un leader mondiale nel settore di riferimento.
Nell’ottobre del 2013 il gruppo lombardo aveva rilevato l’impianto di Mira della Nuova Pansac, società che era in amministrazione straordinaria dal 2011. Poligof aveva acquistato il ramo d’azienda e affittato per 14 anni i capannoni del polo produttivo di Mira. Il piano industriale presentato dall’Ad Sergio Folli al ministero dello Sviluppo economico prevedeva la riassunzione di 165 addetti e 6 milioni di nuovi investimenti.

Per il Fondo di Alessandro Benetton è il secondo intervento nel settore sanitario dopo l’ingresso nella SIFI, azienda leader nel mercato oftalmologico. Proprio in questi giorni 21 Investimenti III sta chiudendo la raccolta di capitali. Nel giro di un anno sono entrati in cassaforte 300 milioni messi a disposizione da investitori istituzionali e operatori stranieri. 

Airoldi: “Benetton in utile nel 2016″

Airoldi: “Benetton in utile nel 2016″
Marco Airoldi
Marco Airoldi, a un anno esatto dalla nomina ad amministratore delegato di Benetton, tira le somme della ristrutturazione operata dal gruppo veneto e guarda al futuro. “Torneremo all’utile nel 2016 e dal 2017 avremo marginalità del tutto in linea con le aziende comparabili”, ha spiegato il manager ad Affari&Finanza. Il piano di rilancio del marchio ha comportato la riduzione del numero dei marchi – sono rimasti soltanto United Colors e Sisley – parallelamente a quella dei Paesi (su 120 ne sono stati tagliati circa 40) e dei negozi (circa 300 in meno a fine 2014, arrivando oggi a una rete di 5.500). Da Benetton Group, inoltre, sono state scorporate la parte immobiliare e quella industriale, così da permettere all’azienda di concentrarsi unicamente su brand, prodotto, marketing e rete commerciale.
Sempre secondo la testata finanziaria, nei primi cinque mesi del 2015, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i ricavi della rete a gestione diretta sono cresciuti del 10% in Italia e India, dal 16% in Messico, dell’11% in Germania e del 9% in Grecia. E la sfida, in un Paese come l’India, è di raddoppiare in ricavi in 3-5 anni. Il piano triennale di investimenti prevede 50/60 milioni di euro all’anno: “Oggi non portiamo debiti, abbiamo una generazione di cassa positiva e siamo capaci di pagare da soli il piano di investimenti”, conclude Airoldi.